L’Omino coi Baffi si accorge di non essere più in televisione. Lo schermo è cambiato, così come il modo in cui le persone consumano contenuti. Da questa premessa parte la nuova campagna con cui Bialetti riporta uno dei personaggi più riconoscibili della pubblicità italiana in un ambiente molto diverso da quello in cui era nato. Da oggi, 1° ottobre, in occasione della Giornata internazionale del caffè, il personaggio è protagonista di una serie di episodi social pubblicati ogni giovedì alle 20, affiancati da una campagna nazionale sulle piattaforme video. Nel primo deve capire dove sia finita la televisione che conosceva e prendere confidenza con nuovi schermi, tempi e linguaggi. Non è però soltanto un’operazione nostalgia: Bialetti conserva alcuni elementi della comunicazione originale, a partire dal celebre labiale tipografico, e li usa per parlare di caffè, social e rilancio del marchio.

Non è semplicemente il ritorno dell’Omino coi Baffi

Presentare la campagna come il ritorno di un personaggio scomparso da decenni sarebbe inesatto perché Bialetti aveva già recuperato l’Omino in tempi recenti.

Nel 2019, per il centenario dell’azienda, era tornato in televisione e online in una versione tridimensionale e a colori. Usciva letteralmente da un vecchio televisore per entrare in una cucina contemporanea e promuovere il sistema espresso del marchio. La campagna comprendeva anche contenuti digitali e social.

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Nel 2020 era stato utilizzato durante la riapertura dei negozi dopo il lockdown, questa volta con la mascherina e con il compito di comunicare le nuove regole di sicurezza. Il personaggio è rimasto presente anche in successive iniziative del brand.

La novità del 2026 è quindi il ruolo che gli viene affidato: non è più una comparsa o un rimando al passato, ma il protagonista di una nuova serialità. Bialetti sceglie inoltre di non ridisegnarlo secondo un’estetica completamente contemporanea, conservando alcune delle soluzioni che ne avevano definito l’identità.

Dal Carosello allo scroll, conservando il suo linguaggio

L’Omino coi Baffi nasce dalla matita di Paul Campani nei primi anni Cinquanta e arriva poi nei Caroselli Bialetti. Uno dei suoi elementi più caratteristici era il modo in cui parlava: sulla bocca comparivano rapidamente le lettere corrispondenti alle parole pronunciate.

Quel “labiale tipografico” torna anche nei nuovi episodi. L’Omino mantiene baffi, papillon e impostazione grafica riconoscibile, mentre ai disegni lavorano Dan e Dav con la partecipazione di Guido Orlandi, animatore e docente della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano. Bialetti prova così a portare sugli smartphone una grammatica visiva nata per un altro mezzo, senza limitarsi a recuperare la mascotte.

Bialetti Omino col baffo

Anche il modo di produrlo diventa comunicazione

I nuovi episodi sono disegnati e animati a mano, senza ricorrere all’intelligenza artificiale generativa. Bialetti collega questa scelta al concetto di tempo, quello necessario per preparare un caffè e quello richiesto per costruire un lavoro creativo.

Per Bialetti, il processo diventa coerente con un’identità costruita intorno a ritualità, attesa e continuità con il passato. Mentre una parte dell’industria pubblicitaria sperimenta strumenti capaci di generare e adattare contenuti sempre più velocemente, Bialetti sceglie di valorizzare anche il tempo impiegato per realizzarli.

L’Omino deve raccontare anche il caffè Bialetti

La campagna arriva in una fase precisa per l’azienda.

Nel 2025 Nuo ha acquisito, attraverso Octagon BidCo, il 78,56% di Bialetti Industrie, avviando successivamente l’operazione che ha portato al delisting. Il piano della nuova proprietà comprende il rafforzamento internazionale dell’identità del marchio, lo sviluppo del business del caffè e l’espansione della Moka, con attenzione anche a Stati Uniti e Cina.

Il rilancio segue inoltre un miglioramento dei risultati economici. Nel 2025 Bialetti ha registrato ricavi consolidati per 165,7 milioni di euro, in aumento del 10,8%, tornando a un risultato netto positivo di 300 mila euro. L’indebitamento finanziario netto è sceso da 114,5 a 69,6 milioni. In questo quadro, all’Omino viene affidato anche un compito commerciale preciso: ricordare che Bialetti non vende soltanto caffettiere. La serie racconta il caffè prodotto nello stabilimento di Coccaglio, dalle miscele pensate per la Moka alle altre linee del marchio. Bialetti commercializza infatti da anni anche macinato, capsule e grani.

Un personaggio legato nell’immaginario alla Moka viene così utilizzato per allargare la percezione del marchio dalla caffettiera al caffè.

Un personaggio degli anni Cinquanta può funzionare sui social?

L’Omino coi Baffi ha attraversato pubblicità stampata, Carosello, televisione, packaging e logo. Ora Bialetti prova a trasformarlo anche in un personaggio seriale per i social senza cancellarne i tratti più riconoscibili. È ancora presto per sapere come risponderà un pubblico che può non avere alcun ricordo diretto di Carosello.

La scelta di Bialetti mostra però una strada possibile per i marchi con una lunga storia: adattarsi ai linguaggi contemporanei non richiede necessariamente di ridisegnare tutto da zero. La questione diventa capire quali elementi del passato possono ancora diventare contenuto, invece di restare soltanto memoria del marchio.

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