Un film completato, cancellato e poi recuperato può provare a dimenticare quello che gli è successo. Coyote vs. Acme ha fatto esattamente il contrario.

Il film diretto da Dave Green arriva oggi, 2 settembre, nei cinema italiani con Lucky Red e porta dentro la propria promozione una parte della vicenda che per quasi tre anni lo ha tenuto lontano dalle sale. La cancellazione decisa da Warner Bros., la mobilitazione nata online e il successivo recupero non sono rimasti soltanto materiale da interviste o retroscena produttivo: sono diventati parte della campagna.

Lo racconta già il claim scelto: “Il film che la Acme non voleva farvi vedere”. Una frase che funziona dentro la storia, dove Willy (Wile E.) il Coyote porta in tribunale la società responsabile dei prodotti che gli esplodono regolarmente tra le mani, ma che inevitabilmente richiama anche quello che è accaduto fuori dallo schermo.

In un'aula di tribunale, Willy il coyote  regge un cartello con la scritta ACME FA SCHIFO accanto a un uomo in giacca e cravatta, con un'espressione scettica e divertita.
Coyote vs ACME

L'idea della causa contro ACME precede di molto il film. Coyote vs. Acme nasce infatti da un testo scritto da Ian Frazier per il New Yorker nel 1990, che immaginava Willy il Coyote citare in giudizio la ACME Corporation per i danni provocati negli anni dai suoi prodotti.

Coyote vs. Acme era un film finito che rischiava di non uscire

La storia produttiva di Coyote vs. Acme è diventata parte della sua identità pubblica prima ancora che il pubblico potesse vederlo.

Warner Bros. Discovery decise nel novembre 2023 di non distribuire il film, nonostante fosse già completato. La scelta provocò una forte reazione nell'industria e sui social, mentre cast, troupe e fan continuarono a chiedere che il progetto venisse reso disponibile. Warner iniziò successivamente a valutare possibili acquirenti e, nel marzo 2025, Ketchup Entertainment concluse l'acquisizione del film. La mobilitazione online è documentata e ha contribuito a mantenere alta l'attenzione sul progetto, ma non basta per sostenere che siano stati esclusivamente i fan a determinare la vendita a Ketchup. Lo stesso film, però, riconosce apertamente il ruolo di chi continuò a parlarne e lo fa proprio nei titoli di coda.

Quella relazione con il pubblico diventa così parte della storia ufficiale di Coyote vs. Acme. E in Italia Lucky Red ha deciso di lavorare proprio su questo terreno.

Lucky Red porta la finzione della Acme fuori dal film

Una delle iniziative più particolari della campagna italiana è arrivata già a fine luglio.

Lucky Red ha pubblicato sui propri canali un falso comunicato aziendale nel quale il presidente Andrea Occhipinti annunciava una pausa e affidava temporaneamente la società a Bugs Bunny, nominato presidente pro tempore. Documento impostato come una comunicazione societaria, firme comprese, con l'assurdità dei Looney Tunes inserita dentro un formato volutamente credibile. La trovata ha funzionato proprio perché non si presentava come il classico contenuto promozionale cinematografico tanto che alcuni utenti avevano inizialmente interpretato il comunicato come autentico. Coyote vs. Acme racconta una causa contro una grande azienda e la campagna italiana prende quel linguaggio corporate per applicarlo a una società reale, proprio quella distributrice, Lucky Red. La promozione smette quindi per un momento di parlare del film e inizia a comportarsi come il film.

Dario Moccia e ILCLOD entrano nella campagna italiana

L'altra operazione accompagna direttamente l'arrivo nelle sale. Dal 2 settembre Lucky Red distribuisce tre carte promozionali realizzate da ILCLOD con la direzione artistica di Dario Moccia e Smile Creative Agency. Gli artwork sono disponibili fino a esaurimento scorte in cinema selezionati, nelle sale UCI Cinemas e nei The Space secondo modalità differenti indicate dal distributore.

La collaborazione porta la campagna su un terreno diverso dal tradizionale poster cinematografico. Le carte diventano un oggetto da cercare, collezionare e potenzialmente condividere online. Non significa automaticamente che l'operazione porterà più persone al cinema, e non abbiamo al momento dati che permettano di misurarne l'effetto sulle vendita, ma di certo il valore di questa scelta sta nella coerenza tra prodotto, pubblico e linguaggio utilizzato. Lucky Red non sta semplicemente aggiungendo del merchandise alla distribuzione ma costruiscono attorno all'uscita un piccolo ecosistema di oggetti, contenuti social e riferimenti che possono continuare a circolare anche fuori dalla sala.

Il fandom diventa parte del racconto promozionale

Normalmente una produzione travagliata è qualcosa che una campagna cerca di mettere in secondo piano. Ritardi, cancellazioni e cambi di distributore rischiano di comunicare instabilità. In questo caso accade quasi il contrario: il fatto che il film sia arrivato al cinema contro le aspettative è diventato uno degli elementi che lo rendono riconoscibile.

Per anni la cancellazione è stata discussa da addetti ai lavori, stampa e fan. Il ritorno del film ha quindi trovato un pubblico che conosceva almeno in parte la vicenda prima ancora di poter comprare un biglietto. La campagna italiana prende quella memoria collettiva e la collega direttamente al tono dei Looney Tunes.

Il fandom non viene utilizzato soltanto come pubblico a cui vendere un prodotto, ma come parte della storia che accompagna quel prodotto.

Il debutto al box office aggiunge un altro capitolo

Negli Stati Uniti e in Canada il film ha intanto aperto con 15,5 milioni di dollari, conquistando il secondo posto del weekend. Secondo i dati riportati da Cartoon Brew, il debutto mondiale ha raggiunto circa 23,9 milioni di dollari, di cui 8,4 milioni provenienti dai mercati internazionali.

Il risultato è significativo soprattutto considerando il percorso del film e le dimensioni del distributore Ketchup Entertainment. Non dimostra però, da solo, che la mobilitazione online o il marketing costruito attorno alla cancellazione abbiano determinato gli incassi.

Il box office offre però un primo elemento concreto: il progetto che nel 2023 rischiava di non raggiungere mai il pubblico è riuscito quantomeno a trasformare la propria storia problematica in attenzione reale al momento dell'uscita.

Quando anche la cancellazione diventa materiale di marketing

Il caso Coyote vs. Acme difficilmente può diventare una formula replicabile.

Per trasformare una cancellazione in parte della promozione serve che quella storia sia già conosciuta, che il pubblico abbia sviluppato un rapporto con il progetto e soprattutto che esista una connessione credibile tra ciò che è successo fuori dallo schermo e quello che il film racconta. Qui tutte queste condizioni si incontrano.

Willy il Coyote combatte contro Acme mentre il suo stesso film arriva al cinema dopo una lunga battaglia per essere distribuito. Lucky Red ha scelto di non nascondere questa sovrapposizione, ma di usarla: prima trasformando Bugs Bunny in presidente, poi costruendo il claim italiano e infine portando l'uscita dentro community e collezionismo con le carte firmate da ILCLOD e Dario Moccia. La parte più interessante della campagna potrebbe essere proprio questa: il marketing non sta cercando di riscrivere la storia travagliata di Coyote vs. Acme. Sta facendo in modo che il pubblico se la ricordi.

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