Un profilo costruito attorno a una persona generata con l’intelligenza artificiale potrà continuare a pubblicare su Instagram. Dovrà però dichiarare chiaramente la propria natura se vuole mantenere l’accesso alle raccomandazioni verso chi ancora non lo segue.

Instagram ha infatti cambiato la gestione dei profili che rappresentano persone create o sostanzialmente generate con l’AI. L’etichetta introdotta nei mesi scorsi passa da “AI creator” a “AI-generated profile” e acquista un peso diverso: senza la dichiarazione, i contenuti interessati non saranno raccomandati ai non follower in Reels ed Esplora.

Non basta utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per creare o modificare contenuti: il profilo deve rappresentare come protagonista una persona che non esiste realmente, come avviene con gli influencer virtuali.

Da “AI creator” a “AI-generated profile”: cosa cambia su Instagram

Instagram aveva iniziato a introdurre l'etichetta “AI creator” a maggio 2026. Il creator poteva attivarla sul proprio profilo per segnalare l'utilizzo regolare di strumenti AI, accanto alla già esistente indicazione “AI info” applicabile ai singoli contenuti. La definizione poteva però riferirsi sia a una persona reale che utilizzava l’AI, sia a un account costruito attorno a un personaggio sintetico. “AI-generated profile”, invece, restringe il campo: segnala che la persona rappresentata dal profilo è stata generata con l’intelligenza artificiale.

Instagram ha spiegato la modifica citando anche le segnalazioni di utenti che avevano incontrato profili apparentemente umani, scoprendo solo in seguito che le persone raffigurate erano artificiali.

Quattro schermate di Instagram per smartphone che mostrano un'etichetta del profilo generata dall'intelligenza artificiale, le impostazioni del profilo e le notifiche su uno sfondo sfumato rosa-arancione.

Cosa succede ai profili AI senza etichetta

Per gli account che rappresentano persone generate con l’AI, la mancata indicazione “AI-generated profile” può limitare la distribuzione: i contenuti non saranno raccomandati ai non follower in Reels ed Esplora. L’account non viene eliminato, i follower possono continuare a vedere i post e il proprietario può contestare la classificazione.

L’etichetta, invece, non riduce di per sé la visibilità: un influencer virtuale dichiarato può continuare a essere raccomandato. La regola non riguarda i creator reali che usano l’AI per modificare foto, scrivere caption o creare elementi grafici. In questi casi restano valide le indicazioni sui singoli contenuti generati o modificati con l’AI, perché Instagram distingue tra la trasparenza sul contenuto pubblicato e quella sulla persona rappresentata dal profilo.

Cosa cambia per influencer virtuali e brand

Gli influencer virtuali esistono da anni, ma gli strumenti generativi hanno reso più semplice creare personaggi realistici e produrre con continuità immagini e video attorno alla stessa identità. Per chi gestisce questi account, lasciare poco chiara la natura del personaggio può ora incidere direttamente sulla possibilità di raggiungere nuovo pubblico attraverso le raccomandazioni. Anche i brand che collaborano con virtual influencer dovranno considerare questo elemento nella gestione delle campagne. Se parte della visibilità prevista dipende da Reels ed Esplora, la corretta classificazione del profilo diventa un aspetto concreto da verificare insieme agli altri elementi della collaborazione.

Più semplice diventa generare persone e contenuti realistici, più diventa difficile per gli utenti riconoscerne immediatamente l’origine. I personaggi sintetici possono restare sulla piattaforma e raggiungere nuovi utenti, purché venga dichiarato chiaramente che la persona mostrata non è reale. Per chi costruisce un profilo AI, nascondere questa informazione non è più soltanto una scelta di presentazione: può significare rinunciare a una parte importante delle raccomandazioni.

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