I video podcast, diventati popolari su piattaforme come YouTube e Spotify, avranno ora uno spazio anche nella televisione tradizionale. Dal 2 novembre 2026 Sky inaugurerà Sky Voices, un canale dedicato a questo formato, disponibile alla numerazione 118 della piattaforma satellitare e su NOW.

La programmazione comprenderà sia produzioni originali di Sky sia podcast già conosciuti dal pubblico online. L'azienda punta così su contenuti che hanno costruito la propria popolarità nel digitale, proponendoli attraverso un palinsesto televisivo.

Una scelta interessante anche per la creator economy, perché mostra come i grandi operatori dell'intrattenimento stiano iniziando a integrare nella propria offerta format sviluppati al di fuori della televisione.

Sopra un muro di mattoni campeggia un'insegna al neon con quattro bigliettini gialli appuntati che mostrano i loghi dei podcast in una luce viola e arancione.

Cosa trasmetterà Sky Voices

Sky Voices proporrà programmi che spaziano dall'informazione allo sport, passando per interviste, economia e intrattenimento. Il canale nasce dalla collaborazione con Corax, OnePodcast, Vois e BSMT, che contribuiranno con alcuni dei propri contenuti.

Tra i nomi annunciati figurano Pablo Trincia, Mariangela Pira, Mia Ceran e Stefania Andreoli. Per lo sport ci saranno Gianluca Di Marzio e Stefano Borghi, mentre dalle produzioni dei partner arriveranno anche Gianluca Gazzoli, Luca Casadei, Giacomo Poretti e Giorgia Surina.

Nel palinsesto troveranno spazio format che hanno già raggiunto una certa notorietà online, come Passa dal BSMT, One More Time e PoretCast.

La principale differenza rispetto alla distribuzione digitale riguarda il modo in cui questi contenuti verranno proposti. Su YouTube e Spotify è generalmente lo spettatore a scegliere quale episodio riprodurre. Con Sky Voices, invece, sarà l'emittente a organizzare i programmi secondo una propria selezione editoriale. Per chi segue già questi podcast si aggiunge quindi una modalità di visione. Per Sky, invece, è l'occasione di portare nella propria offerta produzioni che hanno sviluppato pubblico e identità lontano dai tradizionali canali televisivi.

Prima di Sky Voices: la Content Factory e l'accordo con BSMT

L'interesse di Sky per i video podcast precede il nuovo canale. A gennaio 2026 l'azienda aveva già avviato la propria Content Factory, dedicata alla realizzazione di contenuti originali da distribuire su YouTube, sulle piattaforme podcast e attraverso i servizi on demand.

Il progetto aveva preso il via il 20 gennaio con cinque produzioni, tra cui Un avvertimento prima di iniziare con Pablo Trincia, Echo - Quello che rimane con Matteo Caccia e Sky Sport Calcio Unplugged, dedicato all'approfondimento calcistico.

L'insegna al neon "Sky Voices" si trova sopra i ritratti di sei conduttori di podcast con microfoni, sullo sfondo di un muro di mattoni viola.

Il 30 marzo, attraverso Sky Media, ha poi annunciato una collaborazione con Passa dal BSMT, il progetto di Gianluca Gazzoli. L'accordo affida alla concessionaria la gestione della raccolta pubblicitaria del podcast e prevede lo sviluppo di contenuti branded. Produzione e pubblicità erano dunque già due ambiti nei quali Sky aveva iniziato a investire. Con Sky Voices si aggiunge la distribuzione televisiva, che permette all'azienda di utilizzare anche i propri canali per valorizzare contenuti realizzati internamente o in collaborazione con altri produttori.

Il mercato dei video podcast cresce, anche sugli schermi televisivi

I dati degli ultimi mesi aiutano a comprendere perché il settore stia attirando l'attenzione di aziende come Sky. In Italia, secondo la ricerca NielsenIQ realizzata per Audible, 18,5 milioni di persone hanno ascoltato almeno un podcast nel corso del 2026, con una crescita di circa il 3% rispetto all'anno precedente. Il dato riguarda i podcast in generale, non soltanto quelli video. Spotify ha registrato in Italia un aumento del 97% delle ore di visione dei video podcast nell'arco di un anno, mentre gli utenti mensili che utilizzano il formato video sono cresciuti di oltre il 40%. Anche YouTube ha rilevato un aumento della fruizione sui televisori. Nell'ottobre 2025 gli utenti hanno guardato oltre 700 milioni di ore di podcast su questi dispositivi, rispetto ai 400 milioni dello stesso mese del 2024.

Quali opportunità apre Sky Voices per i creator?

Per i produttori coinvolti, l'ingresso in un palinsesto televisivo rappresenta una possibilità di raggiungere persone che potrebbero non seguire abitualmente i loro contenuti online.

È una prospettiva interessante anche dal punto di vista commerciale. La collaborazione tra Sky Media e BSMT dimostra che i podcast più affermati possono attirare accordi pubblicitari con aziende tradizionalmente legate alla televisione. Sky Voices è quindi un esempio concreto di come i confini tra contenuti digitali e televisione stiano diventando meno rigidi. Podcast pensati per essere seguiti quando e dove si preferisce entreranno anche in una programmazione stabilita da un'emittente. Dal 2 novembre sarà interessante osservare soprattutto la risposta del pubblico: chi è abituato a scegliere autonomamente cosa guardare sarà interessato a ritrovare gli stessi contenuti all'interno di un canale televisivo?

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