top of page

Yope: il social privato senza feed e like

  • Immagine del redattore: Matteo Sallustio
    Matteo Sallustio
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Un social può crescere senza un feed pubblico, contenuti costruiti per ottenere like e creator da seguire? Yope prova a farlo puntando sulle conversazioni tra persone che si conoscono già. L’app ha raccolto 12,3 milioni di dollari da Northzone e vuole trasformarsi da spazio fotografico per piccoli gruppi in una piattaforma privata più completa. L’attuale versione è in sviluppo da circa due anni, è già disponibile in Italia su iOS e Android e, con il nuovo finanziamento, l’azienda prevede di ampliare il prodotto, rafforzare un team di circa 35 persone e aprire un ufficio negli Stati Uniti.

La pagina promozionale di Yope con il titolo al neon non funziona. Solo Yope., mockup di telefoni, pomodori e pulsanti dell'App Store su sfondo scuro
Fonte: Yope.app

Come funziona il social privato Yope

Yope costruisce l’esperienza attorno a quelle che definisce micro-community, gruppi ristretti formati da amici e familiari. Gli account sono privati per impostazione predefinita, non esiste un feed pubblico e i contenuti possono essere condivisi soltanto con persone invitate. Foto, video e sticker vengono raccolti nelle pagine personali come un collage e possono comparire anche nei widget o sulle schermate di blocco degli amici. L’app include chat private, messaggi vocali, profili personalizzabili, streak e livelli: elimina la competizione pubblica per la visibilità, ma mantiene diverse meccaniche pensate per incoraggiare il ritorno. Secondo i dati diffusi dall’azienda, Yope avrebbe superato 14 milioni di utenti registrati, con 10-20 milioni di contenuti condivisi ogni settimana e oltre la metà degli iscritti attiva almeno cinque giorni su sette.

Cosa cambierà con il nuovo finanziamento

I nuovi fondi serviranno a sviluppare funzioni aggiuntive e sostenere l’espansione negli Stati Uniti. Tra le novità annunciate ci sono minigiochi creati con l’intelligenza artificiale, strumenti per organizzare incontri dal vivo e nuove opzioni di personalizzazione legate a interessi e musica. Secondo il fondatore, l’AI non dovrebbe essere utilizzata per generare i contenuti pubblicati dagli utenti, ma per creare riepiloghi, proporre attività condivise e facilitare occasioni di incontro, suggerendo per esempio eventi, locali o luoghi in cui guardare una partita. Non tutte queste funzioni risultano già disponibili e la loro implementazione dipenderà dallo sviluppo futuro dell’app.

Un social senza feed algoritmico, ma non senza automatismi

Quando Yope si presenta come un social senza algoritmo, il riferimento riguarda soprattutto il feed. L’app non utilizza un sistema pubblico di raccomandazione che ordina i post e decide quali contenuti mostrare, ma questo non significa che sia priva di automazioni. L’intelligenza artificiale viene già impiegata per i recap, mentre notifiche, suggerimenti, streak e livelli contribuiscono a organizzare l’esperienza e mantenere attivi i gruppi.

Collage di schermate di smartphone che mostrano storie fotografiche, selfie e messaggi su uno sfondo di spiaggia e cielo, con indicazioni orarie ben visibili.
Fonte: Yope.app

La differenza rispetto alle grandi piattaforme riguarda quindi il modo in cui l’attenzione viene distribuita: non c’è una competizione pubblica per ottenere reach, follower o visibilità e, nella forma attuale, Yope non è uno spazio pensato per creator e brand, ma per relazioni che esistono già fuori dall’app.

Il nodo delle pubblicità e la sfida della crescita

Nell’App Store italiano è già disponibile Yope Premium, proposto a 3,99 euro al mese, ma i documenti legali lasciano aperta anche la possibilità di introdurre pubblicità. I termini di utilizzo citano infatti l’assenza di video pubblicitari tra i vantaggi dell’abbonamento, mentre l’informativa sulla privacy prevede che la società possa condividere con eventuali partner un identificativo pubblicitario e alcuni dati tecnici. Questo non dimostra che Yope mostri già annunci, ma indica che l’attuale esperienza senza pubblicità non è necessariamente definitiva. La sfida sarà capire se gli abbonamenti riusciranno a sostenere un servizio utilizzato da milioni di persone e, prima ancora, se gli utenti riusciranno a convincere i propri amici a spostarsi su un’altra applicazione. Yope non vuole diventare un nuovo Instagram: dovrà però dimostrare di poter crescere senza trasformare anche le relazioni private in nuovi spazi da monetizzare.

Seguici su Instagram, Threads e TikTok per restare aggiornato sui nuovi social, sulle piattaforme e sui cambiamenti che incidono sulla content creation.

bottom of page