YouTube aggiorna i filtri di ricerca
- Matteo Sallustio

- 15 gen
- Tempo di lettura: 3 min
YouTube ha messo mano alla ricerca interna, una delle parti più delicate dell’intera piattaforma. Non è un cambio di algoritmo in senso stretto, ma tocca direttamente quello che le persone vedono quando digitano una parola nella barra di ricerca. Ed è qui che si gioca una parte enorme della visibilità dei creator.
Il team di YouTube ha spiegato che l’obiettivo è rendere i filtri più chiari, più utili e più coerenti con quello che gli utenti si aspettano quando cercano un video. Meno confusione, meno opzioni che non funzionano, più controllo su formato e rilevanza.

Shorts e video lunghi non sono più la stessa cosa
Il cambiamento più concreto è l’introduzione di un filtro dedicato agli Shorts nel menu “Tipo”. In pratica, chi cerca qualcosa può decidere se vedere solo video brevi o solo contenuti long form. Fino a oggi, i due mondi erano spesso mescolati, anche quando l’intento di ricerca era molto diverso.
Questo separa ufficialmente due logiche di consumo. Gli Shorts rispondono a una fruizione rapida, esplorativa, spesso casuale. I video lunghi intercettano invece un bisogno più preciso: informarsi, imparare, approfondire. Dare all’utente la possibilità di scegliere il formato rende la ricerca più pulita e, per i creator, più prevedibile.
Da “Sort by” a “Prioritize”: non è solo una parola
YouTube ha rinominato il menu “Sort by” in “Prioritize”. Può sembrare un dettaglio, ma il messaggio è chiaro: non si tratta solo di ordinare i risultati, ma di stabilire cosa conta davvero per quella ricerca.
Dentro questo menu, “View count” diventa “Popularity”. E qui arriva il punto più interessante. YouTube chiarisce che la popolarità non è più legata solo al numero di visualizzazioni. Entrano in gioco anche altri segnali, in particolare il watch time e la pertinenza del video rispetto alla query.
In pratica, un video che tiene le persone incollate allo schermo può superare un video con più view ma meno coinvolgimento. È una spinta netta verso contenuti che funzionano nel tempo, non solo nel primo click.
Meno filtri, meno rumore
YouTube ha rimosso due opzioni: “Upload Date – Last Hour” e “Sort by Rating”. Secondo la piattaforma erano fonti di confusione e non davano risultati affidabili. I video recenti restano comunque accessibili tramite gli altri filtri sulla data, mentre quelli più apprezzati finiscono ora nella logica della nuova “Popolarità”.
Questo semplifica l’esperienza e riduce il rischio che l’utente si perda tra opzioni che promettono una cosa ma ne restituiscono un’altra.
Cosa cambia davvero per i creator
YouTube non ha annunciato modifiche dirette all’algoritmo, ma questi filtri cambiano il modo in cui i contenuti vengono scoperti. Il segnale è chiaro: la piattaforma vuole premiare ciò che mantiene alta l’attenzione e risponde davvero a una ricerca.
Per chi crea contenuti significa una cosa molto semplice. Non basta più portare traffico. Serve tenere le persone dentro il video. Struttura, ritmo, chiarezza e coerenza con l’intento di ricerca diventano fattori ancora più centrali per emergere nei risultati filtrati per “Popolarità”.
Un segnale da non ignorare
Questo update non farà esplodere o crollare i canali dall’oggi al domani. Ma racconta bene la direzione di YouTube: meno peso alle metriche superficiali, più attenzione alla qualità della visione.
In un momento in cui Shorts e video lunghi seguono logiche sempre più diverse, anche la ricerca inizia a riflettere questa separazione. E chi crea contenuti farebbe bene ad allinearsi.



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