top of page


Come TikTok, Instagram e YouTube “testano” davvero i contenuti
Nel mondo creator c’è una frase che gira come fosse una legge fisica: “se non parte nelle prime ore, è morto” . È comoda, perché dà un colpevole chiaro (l’algoritmo) e un oracolo facile (le prime analytics). Ma è anche fuorviante. Le prime 2–3 ore contano, sì. Solo che non sono un tribunale . Sono un laboratorio. Quello che avviene in quel tempo non è “il video piace/non piace”. È più vicino a questo: il sistema sta capendo a chi farlo vedere e con quale aspettativa . Perché


Nel 2026 la reach non basta più: fiducia e community come vero posizionamento dei creator
Nel mondo dei content creator il 2025 ha segnato una linea di confine che molti fanno ancora finta di non vedere. Per anni l’idea dominante è stata una sola: più follower significano più valore. Una convinzione semplice, comoda, facilmente raccontabile e altrettanto facilmente monetizzabile. Ma se il 2025 è stato l’anno in cui questa equazione ha iniziato a incrinarsi, il 2026 è l’anno in cui mostra apertamente i suoi limiti. La reach non sta scomparendo. Sta cambiando funzio


Social media nel 2026: cosa sta davvero cambiando
Quando si parla di social media e 2026, la parola più usata è ancora “trend”. Eppure, osservando in modo trasversale i report sul social media marketing, le previsioni delle piattaforme e le analisi sulle abitudini digitali, emerge un quadro diverso. Non siamo davanti a una nuova fase di sperimentazione, ma a un momento di consolidamento. I social non stanno più cercando una direzione: l’hanno già trovata. Il cambiamento principale non riguarda i formati o le funzionalità, ma


Come TikTok, Instagram e YouTube “testano” davvero i contenuti
Nel mondo creator c’è una frase che gira come fosse una legge fisica: “se non parte nelle prime ore, è morto” . È comoda, perché dà un colpevole chiaro (l’algoritmo) e un oracolo facile (le prime analytics). Ma è anche fuorviante. Le prime 2–3 ore contano, sì. Solo che non sono un tribunale . Sono un laboratorio. Quello che avviene in quel tempo non è “il video piace/non piace”. È più vicino a questo: il sistema sta capendo a chi farlo vedere e con quale aspettativa . Perché


TikTok punta tutto sull’accessibilità
TikTok accelera sull’accessibilità e lo fa con interventi concreti, pensati per migliorare la fruizione dei contenuti da parte di persone con disabilità visive, cognitive, neurologiche e con sensibilità alla luce. L’obiettivo dichiarato è rendere la piattaforma più confortevole e controllabile, in linea con le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.2 livello AA. Ma ridurre questo percorso a una semplice scelta etica sarebbe limitante. L’accessibilità diventa un element


TikTok punta sulle relazioni con Shared Feed e Shared Collections
TikTok conferma una transizione evidente: il focus non è più solo sulla For You Page, ma sulle interazioni private. Le nuove funzioni (Shared Feed, Shared Collections e greeting card nei DM) puntano a trasformare la scoperta in un’esperienza condivisa, soprattutto durante periodi di forte socialità come le festività. L’obiettivo è rendere più semplice trovare, organizzare e scambiarsi contenuti con chi conta di più. Per i creator questo rappresenta un cambio di paradigma: la


Come TikTok, Instagram e YouTube “testano” davvero i contenuti
Nel mondo creator c’è una frase che gira come fosse una legge fisica: “se non parte nelle prime ore, è morto” . È comoda, perché dà un colpevole chiaro (l’algoritmo) e un oracolo facile (le prime analytics). Ma è anche fuorviante. Le prime 2–3 ore contano, sì. Solo che non sono un tribunale . Sono un laboratorio. Quello che avviene in quel tempo non è “il video piace/non piace”. È più vicino a questo: il sistema sta capendo a chi farlo vedere e con quale aspettativa . Perché


Instagram Edits per Capodanno: arrivano Effects con AI, Titles e funzioni EOY
Instagram sta spingendo una serie di funzioni “End of Year” pensate per il periodo di Capodanno, quando la piattaforma registra tradizionalmente il suo picco di utilizzo annuale. Il punto non è aggiungere qualche decorazione stagionale: l’obiettivo è rendere più facili e più visibili i contenuti celebrativi e, allo stesso tempo, incentivare interazioni rapide e ripetibili. Il pacchetto si muove su due livelli. Da un lato, nuove opzioni per Stories, Notes e commenti che rendon


Instagram e AI SEO: Meta sta riscrivendo i post per Google
Instagram ha iniziato a generare automaticamente titoli e descrizioni dei post che compaiono nei risultati di Google Search, anche quando i creator non hanno scritto alcuna caption. La novità è emersa grazie a un’inchiesta di 404 Media , che ha documentato come Meta stia usando sistemi di intelligenza artificiale per riscrivere il contenuto dei post in chiave SEO. Questi testi non sono visibili nell’app, ma vengono inseriti nel codice delle pagine web che Google scansiona, in


Threads spinge sulle Community: più temi, badge e flairs
Threads accelera sulla costruzione di spazi tematici interni alla piattaforma. Dopo il lancio iniziale avvenuto in autunno con circa 100 Community dedicate a interessi specifici, Meta ha annunciato l’espansione a oltre 200 Community attive. Non è un semplice aggiornamento di catalogo: è un segnale strategico. Threads vuole diventare un luogo sempre più strutturato per le conversazioni verticali, riducendo la dipendenza degli utenti da piattaforme che su questo terreno sono s


Threads testa i riassunti AI sui profili
Threads sta sperimentando una nuova funzione basata sull’AI che potrebbe cambiare il modo in cui scopriamo le persone sulla piattaforma. Secondo alcune anticipazioni emerse dal lavoro di Alessandro Paluzzi, l’app di Meta starebbe testando dei riassunti automatici delle interazioni, visibili direttamente sui profili. L’obiettivo è offrire una panoramica rapida del rapporto tra due utenti e, potenzialmente, anche un riepilogo tematico del profilo visitato. Come funzionano i ri


Threads integra i podcast nei nei post: anteprime con miniatura e rollout graduale
Threads sta introducendo un’integrazione dedicata ai podcast: è possibile aggiungere le informazioni del proprio show direttamente nel profilo. Quando si condivide un episodio o la pagina del podcast su Threads, il link viene mostrato con un’anteprima “ricca” (thumbnail personalizzata e titolo), con una prima connessione a Spotify. La scheda podcast allinea l’identità del creator con lo show e mette in evidenza il podcast nel profilo. Come funziona (e cosa vedrà l’utente) Una


Come TikTok, Instagram e YouTube “testano” davvero i contenuti
Nel mondo creator c’è una frase che gira come fosse una legge fisica: “se non parte nelle prime ore, è morto” . È comoda, perché dà un colpevole chiaro (l’algoritmo) e un oracolo facile (le prime analytics). Ma è anche fuorviante. Le prime 2–3 ore contano, sì. Solo che non sono un tribunale . Sono un laboratorio. Quello che avviene in quel tempo non è “il video piace/non piace”. È più vicino a questo: il sistema sta capendo a chi farlo vedere e con quale aspettativa . Perché


YouTube BrandConnect e Partnership Ads: le collaborazioni tra creator e brand
YouTube BrandConnect non è solo un nuovo strumento, ma il segnale più chiaro di come YouTube stia ridefinendo il ruolo dei creator all’interno dell’ecosistema pubblicitario. Con questo programma, la piattaforma supera definitivamente la logica delle collaborazioni "one shot" basate solo su reach e creatività, e introduce un modello più vicino al media buying professionale. In pratica, YouTube permette ai brand di trattare i video dei creator come asset pubblicitari misurabili


YouTube lancia ufficialmente il test A/B su titoli e miniature
YouTube ha avviato il rollout globale del nuovo sistema di A/B testing su titoli, miniature e combinazioni titolo + thumbnail per tutti i creator che hanno accesso alle funzionalità avanzate . L’obiettivo dichiarato è aiutare i creator a scegliere in modo oggettivo il packaging migliore per i propri video, basandosi su un dato preciso: il watch time per impression. Il test, già annunciato qualche mese fa , consente di caricare fino a tre varianti che vengono mostrate agli ute


Notifiche e regole implicite su Twitch: perché fare l’audit non è più opzionale
L’11 dicembre 2025 Twitch ha annunciato un aggiornamento strutturale alle impostazioni delle notifiche, introducendo nuove opzioni di personalizzazione pensate per offrire agli utenti un controllo più granulare su cosa ricevere, quando e dove. Le notifiche vengono ora organizzate per categorie tematiche (canali seguiti, marketing e social) e ogni utente può decidere se riceverle via web, app mobile o email. Twitch ha chiarito che le impostazioni esistenti non vengono modifica


Twitch lancia il Social Media Badge
Con il Social Media Badge, Twitch introduce un nuovo tipo di badge di canale che premia gli spettatori capaci di portare visibilità agli streamer fuori dalla piattaforma. Il riconoscimento appare in chat e segnala chi ha contribuito alla diffusione delle clip su TikTok, Instagram e YouTube. Per la prima volta Twitch lega in modo diretto la crescita esterna dei contenuti alla reputazione interna degli utenti. È un passaggio chiave nel posizionamento della piattaforma dentro l’


Le novità Twitch di Novembre '25 che cambiano strategia, visibilità e monetizzazione per i creator
Negli ultimi mesi Twitch ha intensificato il ritmo degli aggiornamenti, puntando a un obiettivo chiaro: migliorare la qualità dell’esperienza per creator e pubblico e rendere la piattaforma più competitiva in un mercato live sempre più affollato. L’episodio di novembre di Patch Notes Highlights conferma questa direzione: notifiche più pertinenti, saldo spendibile per tutti, Winter Drops Fest, miglioramenti alle watch streaks, linee guida emote aggiornate, adeguamento all’Onli


Come TikTok, Instagram e YouTube “testano” davvero i contenuti
Nel mondo creator c’è una frase che gira come fosse una legge fisica: “se non parte nelle prime ore, è morto” . È comoda, perché dà un colpevole chiaro (l’algoritmo) e un oracolo facile (le prime analytics). Ma è anche fuorviante. Le prime 2–3 ore contano, sì. Solo che non sono un tribunale . Sono un laboratorio. Quello che avviene in quel tempo non è “il video piace/non piace”. È più vicino a questo: il sistema sta capendo a chi farlo vedere e con quale aspettativa . Perché


Nel 2026 la reach non basta più: fiducia e community come vero posizionamento dei creator
Nel mondo dei content creator il 2025 ha segnato una linea di confine che molti fanno ancora finta di non vedere. Per anni l’idea dominante è stata una sola: più follower significano più valore. Una convinzione semplice, comoda, facilmente raccontabile e altrettanto facilmente monetizzabile. Ma se il 2025 è stato l’anno in cui questa equazione ha iniziato a incrinarsi, il 2026 è l’anno in cui mostra apertamente i suoi limiti. La reach non sta scomparendo. Sta cambiando funzio


Social media nel 2026: cosa sta davvero cambiando
Quando si parla di social media e 2026, la parola più usata è ancora “trend”. Eppure, osservando in modo trasversale i report sul social media marketing, le previsioni delle piattaforme e le analisi sulle abitudini digitali, emerge un quadro diverso. Non siamo davanti a una nuova fase di sperimentazione, ma a un momento di consolidamento. I social non stanno più cercando una direzione: l’hanno già trovata. Il cambiamento principale non riguarda i formati o le funzionalità, ma
bottom of page