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TikTok punta tutto sull’accessibilità

  • Immagine del redattore: Matteo Sallustio
    Matteo Sallustio
  • 18 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

TikTok accelera sull’accessibilità e lo fa con interventi concreti, pensati per migliorare la fruizione dei contenuti da parte di persone con disabilità visive, cognitive, neurologiche e con sensibilità alla luce. L’obiettivo dichiarato è rendere la piattaforma più confortevole e controllabile, in linea con le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.2 livello AA.

Ma ridurre questo percorso a una semplice scelta etica sarebbe limitante. L’accessibilità diventa un elemento strutturale dell’esperienza utente: meno attrito, meno abbandono, più continuità nella visione. Tutti segnali che, su TikTok, incidono direttamente sulla distribuzione dei contenuti.

HDR disattivabile e riduzione del movimento

La novità più rilevante è la possibilità di disattivare la riproduzione dei video in HDR, forzando la visualizzazione in SDR su tutti i contenuti. TikTok chiarisce che l’HDR, pur migliorando contrasto e luminosità, può risultare fastidioso o scatenare emicranie e affaticamento visivo in utenti con sensibilità alla luce o problemi di vista. Dare il controllo all’utente significa rendere l’esperienza più stabile e prevedibile.

Accanto a questo arriva l’opzione “Riduci movimento”, pensata per limitare animazioni, transizioni ed effetti dinamici che possono causare disagio cognitivo o motion sickness. Slide, effetti di scorrimento e movimenti vengono attenuati, mentre restano pienamente operative tutte le funzioni interattive dell’app.

Strumenti già attivi: un ecosistema che si consolida

Questi aggiornamenti si affiancano a una serie di funzioni già presenti e potenziate nel corso del 2024. TikTok consente ai creator di aggiungere testo alternativo ai post fotografici, migliorando la comprensione dei contenuti per chi utilizza screen reader. I lettori vocali come VoiceOver su iOS e TalkBack su Android attivano automaticamente i pulsanti di navigazione nel feed, rendendo più semplice mettere in pausa, riprendere o cambiare video.

Sono disponibili anche opzioni per regolare la dimensione del testo, attivare o disattivare la modalità scura e gestire i sottotitoli automatici. Le caption auto-generate possono essere modificate dai creator in fase di editing e attivate o nascoste dagli utenti durante la visione. Per le persone con epilessia fotosensibile, è inoltre possibile filtrare i video che potrebbero causare crisi o emicranie, con avvisi preventivi nel feed.

L’accessibilità diventa performance

Per i creator, queste novità vanno lette in chiave pratica. Contenuti con sottotitoli chiari, testi leggibili e minore carico sensoriale risultano più fruibili da una platea più ampia. Questo si traduce spesso in una retention più stabile, in un tempo di visualizzazione più alto e in interazioni meno volatili.

Su TikTok, dove la distribuzione è guidata da segnali comportamentali, tutto questo conta. L’accessibilità non è un boost algoritmico diretto, ma un moltiplicatore di qualità. Ignorarla oggi significa limitare il potenziale dei propri contenuti.

Impatto sull’algoritmo e sull’esperienza utente

TikTok non dichiara un boost algoritmico diretto per i contenuti accessibili, ma la direzione è chiara. Migliorare comfort visivo, comprensione e controllo dell’esperienza riduce gli skip rapidi e aumenta la probabilità che un video venga visto più a lungo o completato. In un sistema fortemente guidato da segnali comportamentali, questo tipo di ottimizzazione indiretta può fare la differenza.

Dal lato utente, la piattaforma diventa più personalizzabile e meno invasiva, adattandosi alle esigenze individuali senza alterare il contenuto creativo. Un equilibrio che rafforza la fidelizzazione e abbassa le barriere di accesso.

Una direzione chiara per il futuro di TikTok

Con questi aggiornamenti, TikTok rafforza una visione sempre più modulare e user‑centric. L’accessibilità non viene trattata come funzione secondaria, ma come parte integrante dell’esperienza. Il lancio della Digital Safety and Privacy Guide va nella stessa direzione, offrendo strumenti concreti per gestire privacy, sicurezza e fruizione dei contenuti.

Per creator e marketer, il messaggio è chiaro: progettare contenuti accessibili non è solo una scelta inclusiva, ma una leva editoriale e strategica sempre più rilevante.

Se crei contenuti o lavori con i social, capire come cambiano le piattaforme è fondamentale.

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