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Il feed di TikTok si sta riempiendo di AI slop

  • Immagine del redattore: Matteo Sallustio
    Matteo Sallustio
  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Aprire TikTok da zero dovrebbe voler dire entrare in un feed che inizia a capire chi sei. Il report pubblicato da Kapwing suggerisce invece uno scenario meno rassicurante: prima ancora di raccogliere segnali chiari sui gusti di un nuovo utente, la piattaforma potrebbe già mostrare una quantità molto alta di contenuti generati con l’AI o costruiti in modo seriale e poco curato. A quel punto il tema smette di essere una curiosità sul web e diventa una questione concreta per creator, marketer e qualità dell’esperienza su TikTok.

Secondo lo studio, il 59% dei primi 500 video mostrati a un account appena creato rientra nella categoria “AI slop”, che Kapwing usa per indicare contenuti con visual chiaramente generati dall’AI oppure video-compilation di bassa qualità con script e voiceover artificiali. La stessa ricerca segnala percentuali molto alte anche in categorie più sensibili: Kids al 57,4%, Science and Education al 35%, Health al 33,8% e History al 33,5%. Ancora più netto il dato su alcune tag per bambini, dove #cartoonkids arriva al 97% e #babysong all’83%.

Lo studio di Kapwing sul feed di TikTok

Kapwing dice di aver analizzato manualmente 10.742 video TikTok in 20 categorie, partendo dalle tag più popolari e osservando i video in evidenza sulle relative pagine. In parallelo, ha creato un nuovo account TikTok e ha contato quanti contenuti classificati come AI slop comparissero nei primi 500 video della sezione “Per Te”.

Infografica intitolata "Quanta spazzatura AI mostra TikTok ai nuovi utenti nei primi 500 video?" che mostra una griglia rosa-beige, 294 video di spazzatura AI, 59% di spazzatura AI
Fonte: Kapwig

Non stiamo leggendo dati interni di TikTok, ma i risultati di una ricerca esterna basata su osservazione manuale e su una definizione editoriale di “AI slop”. Il report non dimostra che l’algoritmo favorisca in modo sistematico questi contenuti, ma suggerisce che per un utente nuovo incontrarli sia tutt’altro che raro.

TikTok spiega da tempo che il feed “Per Te” dipende dalle interazioni dell’utente, dalle informazioni sui contenuti e da dati come lingua, località, fuso orario e dispositivo. Proprio per questo il test su un account nuovo è interessante: osserva una fase in cui la piattaforma sa ancora poco di chi ha davanti e si appoggia più facilmente a segnali generali, contenuti popolari e contesto iniziale.

Non è una fotografia completa dell’esperienza TikTok, ma è utile per capire cosa la piattaforma possa proporre quando deve ancora orientarsi.

I dati su kids, education e health sono i più delicati

Il dato più pesante non è solo il 59% di AI registrato nel feed di un nuovo account. Conta molto anche dove questi contenuti si concentrano. Se la categoria Kids supera il 57% e alcune tag dedicate ai bambini sfiorano o superano l’80%, il problema non riguarda solo l’estetica del feed. Riguarda il tipo di materiale che finisce in spazi percepiti come intrattenimento leggero o addirittura come contenuto educativo.

Infografica dal titolo "Come la spazzatura dell'IA domina i TikTok rivolti ai bambini", con barre rosa, classifiche degli hashtag e miniature in stile IA.
Fonte: Kapwig

Anche i risultati su Science and Education, Health e History meritano attenzione. Sono categorie in cui l’AI generativa può produrre in fretta animazioni, ricostruzioni, spiegazioni e voiceover con un’apparenza credibile. Il vantaggio produttivo è chiaro: costi più bassi, tempi più rapidi, possibilità di replicare lo stesso formato su larga scala. Il problema è che questi contenuti possono sembrare autorevoli più di quanto siano davvero. Quando la forma convince prima ancora che il contenuto venga verificato, si crea un ambiente più confuso. Per chi lavora nella divulgazione o nella content creation educativa, questo pesa parecchio. Non perché ogni contenuto realizzato con l’AI sia per forza scadente, ma perché cresce la quantità di materiale che compete per attenzione senza avere lo stesso livello di accuratezza, lavoro editoriale o responsabilità.

Cosa cambia per creator, marketer e piattaforma

Il problema non è soltanto la presenza di più contenuti AI su TikTok ma che contenuti economici da produrre, facili da replicare e pensati per occupare il feed possono aumentare il rumore di fondo contro cui creator reali e contenuti più curati devono competere ogni giorno. Per i creator questo significa almeno tre cose. La prima è che non basta più distinguersi solo sul piano tecnico, perché l’AI rende più facile riempire il feed con video visivamente accettabili. La seconda è che in nicchie come education, health o kids la fiducia conta ancora di più, perché ciò che appare credibile non coincide automaticamente con ciò che è affidabile. La terza è che la concorrenza non arriva solo da altri creator, ma anche da una massa crescente di contenuti sintetici prodotti per presidiare categorie, tag e volumi.

Per i marketer, da una parte l’AI riduce tempi e costi di produzione e permette di moltiplicare test, creatività e adattamenti. Dall’altra, se il feed viene percepito sempre più come uno spazio saturo di contenuti impersonali o dubbi, bisogna chiedersi in che ambiente compare un video, accanto a cosa viene visto e quale idea di qualità trasmette quel feed.

La piattaforma ha introdotto strumenti per etichettare meglio i contenuti AI e ha testato controlli per permettere agli utenti di vedere più o meno AIGC nel feed. Se TikTok offre strumenti per ridurre quel tipo di contenuti, vuol dire che la questione non riguarda solo la creatività, ma anche l’esperienza utente.

Un segnale da non sopravvalutare, ma nemmeno ignorare

Il report non basta per dire che TikTok spinga deliberatamente l’AI slop o che l’intera piattaforma sia ormai dominata da contenuti artificiali: si basa su una ricerca esterna, su un account nuovo e su una definizione non universale. Se produrre video diventa sempre più veloce, economico e automatizzabile, il feed rischia di riempirsi di ciò che è più facile moltiplicare, non sempre di ciò che vale di più. Ed è qui che il tema diventa concreto per creator e piattaforma: non solo per la quantità di contenuti AI che circolano, ma per l’effetto che possono avere su attenzione, fiducia e qualità percepita.

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