Oltre 80 editori e più di 400 ospiti. Sono i numeri con cui Lucca Comics & Games ha presentato l’area Comics 2026, ma a dare la misura internazionale del programma è soprattutto la provenienza degli autori annunciati.

Tra gli ospiti ci sono 15 autori e autrici dal Giappone, cinque da Taiwan, due dalla Cina e due dalla Corea, ai quali si aggiungono decine di nomi dall’Europa, dagli Stati Uniti e da altri Paesi. Il fumetto resta così una delle aree più internazionali della manifestazione e, in questa edizione, la componente asiatica emerge con particolare evidenza.

Go Nagai torna a Lucca con una mostra dedicata

Il nome più riconoscibile è quello di Go Nagai, presente dal 28 al 30 ottobre. La sua partecipazione, però, non si limiterà agli incontri con il pubblico.

Dal 28 ottobre al 1° novembre la Fondazione Banca del Monte ospiterà “Go Nagai: Sole, cuore e acciaio”, una mostra costruita attorno alle diverse anime della sua produzione. Mazinga Z e UFO Robot Goldrake occuperanno naturalmente una parte centrale del percorso, insieme a Jeeg, Grande Mazinga e Getter Robot, ma l’esposizione arriverà anche a Devilman e al rapporto dell’autore con la Divina Commedia, reinterpretata a fumetti dopo l’incontro con le illustrazioni di Gustave Doré. Le opere di Go Nagai non appartengono a una sola stagione dell’animazione giapponese, ma continuano a mettere in relazione pubblici che le hanno conosciute in momenti molto diversi. È proprio questa capacità di attraversare generazioni diverse a rendere Nagai uno dei volti più coerenti con il tema Legacy.

Collage di personaggi anime e manga su sfondo rosso, con un robot gigante, giocatori di basket, guantoni da boxe e un uomo lupo.

Da Yuu Watase a Paru Itagaki, più generazioni di manga nello stesso programma

Accanto a Nagai, il programma giapponese allarga lo sguardo a generazioni e sensibilità differenti. Star Comics porterà Yuu Watase, autrice di Fushigi Yuugi, presente il 30 ottobre e il 1° novembre, mentre Panini Comics ospiterà Paru Itagaki, autrice di Beastars e Sanda, dal 29 al 31 ottobre. A queste presenze si aggiungono Saka Mikami, annunciata da J-POP Manga con The Fragrant Flower Blooms with Dignity, e il duo Gurihiru, formato da Chifuyu Sasaki e Naoko Kawano, ospite di Tunué. Tornerà inoltre Peach Momoko, artista giapponese che negli ultimi anni ha lavorato a lungo con Marvel Comics.

Il quadro si completa con nomi come Usamaru Furuya, Shintaro Kago e Yoshiyasu Tamura, distribuiti tra editori e realtà specializzate. Ne emerge una selezione che non si concentra su un’unica idea di manga, ma mette insieme classici, serie contemporanee, ricerca autoriale e lavori che si muovono tra industria giapponese e fumetto occidentale.

Non c’è soltanto il Giappone

Dalla Corea arriveranno JH, autore di The Horizon e Ho qualcosa da dirti, e l’illustratrice Cheong-gwa. Dalla Cina sono invece attesi Liang Azha e Li Haoling, creatore di Link Click, presente il 30 e il 31 ottobre. Taiwan avrà cinque autori annunciati, tra cui Chang Sheng, insieme a Nownow, Karmarket, Li Lung-Chieh e Lang-Chi. Nel programma convivono manga giapponese, manhwa coreano, manhua e webtoon, segno di un mercato editoriale italiano che ormai lavora con produzioni asiatiche molto diverse tra loro.

Japan Town racconta gli spokon da Rocky Joe a Blue Lock

Questo rapporto tra passato e presente torna anche nella Japan Town, dove dal 28 ottobre al 1° novembre sarà allestita “Spokon: sport, lacrime e vittoria!”, mostra dedicata al rapporto tra sport, manga e animazione.

Il percorso parte dai titoli che hanno contribuito a definire il genere, tra Rocky Joe, Attack No. 1, conosciuto in Italia soprattutto attraverso Mimì, e Jenny la tennista. Da lì si passa a Capitan Tsubasa e Slam Dunk, fino ad arrivare a opere contemporanee come Haikyu!! e Blue Lock.

Disegni originali, cel d’animazione, memorabilia giapponesi e merchandising italiano serviranno a seguire l’evoluzione dello spokon nel tempo. La mostra è curata da Giorgia Vecchini con il supporto di Alessandro Apreda. La mostra mette così nello stesso percorso titoli entrati nell’immaginario televisivo italiano decenni fa e serie che oggi costruiscono il proprio pubblico tra manga, anime, streaming e community online.

Frank Miller, Jonathan Hickman e gli altri ospiti internazionali

L’attenzione riservata all’Asia non riduce il peso del resto dell’area Comics, che porta a Lucca numerosi nomi del fumetto statunitense ed europeo.

Tra gli ospiti dagli Stati Uniti ci saranno Frank Miller e Jonathan Hickman, insieme a Deniz Camp, Brian Michael Bendis, David Mack, Phillip Kennedy Johnson, Chris Condon, Darick Robertson e Tillie Walden. Per Miller la presenza si estenderà anche all’area Movie, dove sarà presentato il documentario Frank Miller: American Genius insieme alla regista Silenn Thomas.

La componente europea comprende invece autori come Paco Roca, Jordi Lafebre, Tony Valente, Peter Milligan, Martin Simmonds e Danijel Žeželj. Anche in questo caso il programma mescola percorsi molto differenti, dal fumetto d’autore europeo alle produzioni britanniche e franco-belghe, fino agli autori che lavorano stabilmente per il mercato americano.

Il quadro si allarga poi oltre Stati Uniti ed Europa. Sono annunciati ospiti dall’Argentina, dal Canada e dalla Colombia, ma anche dall’Egitto, dall’Iran, dal Libano e dalla Palestina. Tra questi figurano Eduardo Risso, Seth, Deena Mohamed, Majid Bita e Mohammad Sabaaneh.

La dimensione internazionale passa anche dalle mostre. Oltre a Go Nagai, Lucca dedicherà spazi a Claudio Castellini, agli 80 anni di Lucky Luke, a Tillie Walden e a Valentina di Guido Crepax. L’area Comics mette quindi insieme tradizioni editoriali molto lontane tra loro: manga e fumetto asiatico restano uno degli elementi più evidenti dell’edizione 2026, ma convivono con una presenza americana ed europea altrettanto articolata.

Il fumetto resta il punto da cui Lucca continua a ripartire

Nel 1966 Lucca nasceva come Salone Internazionale dei Comics. Sessant’anni dopo il festival comprende videogiochi, cinema, serie, musica, creator e piattaforme digitali, ma il fumetto continua a occupare una parte centrale della sua identità.

Il programma del 2026 lo mostra con una selezione che non si affida soltanto ai nomi più celebri. Go Nagai arriva insieme a Yuu Watase e Paru Itagaki, mentre Corea, Cina e Taiwan ampliano ulteriormente la presenza asiatica. Anche la mostra sugli spokon segue questa linea: parte da opere conosciute in Italia da decenni e arriva ai titoli contemporanei, mostrando come siano cambiati pubblici e modi di seguire l’animazione giapponese. A sessant’anni dal primo Salone, Lucca continua quindi a partire dal fumetto, ma il panorama che gli ruota attorno è molto più ampio di quello da cui tutto era cominciato.

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