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Meta sotto pressione: l’UE contesta il design e Meta ritira il remix AI dei profili pubblici

  • Immagine del redattore: Matteo Sallustio
    Matteo Sallustio
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Nel giro di poche ore, Meta si è trovata a rispondere a due contestazioni nate su fronti diversi. A Bruxelles, la Commissione europea ha comunicato le proprie conclusioni preliminari sul design di Instagram e Facebook, ritenuto capace di favorire un uso eccessivo o compulsivo. Quasi nello stesso momento, l’azienda ha ritirato una funzione di Muse Image che permetteva di creare immagini AI taggando direttamente un profilo Instagram pubblico.

Anche se le due vicende non hanno un rapporto causale, accostarle permette di osservare quanto controllo viene incorporato davvero nel prodotto e quanto, invece, viene affidato alle impostazioni che ogni persona deve conoscere e modificare da sola.

L’Europa mette sotto esame Instagram e Facebook

Il 10 luglio 2026 la Commissione europea ha dichiarato in via preliminare che Meta avrebbe violato il Digital Services Act a causa del design di Instagram e Facebook. L’indagine, aperta formalmente nel maggio 2024, esamina elementi ormai diventati normali nell’esperienza social: scroll infinito, riproduzione automatica dei video, notifiche push e sistemi di raccomandazione fortemente personalizzati.

Il logo Meta è sovrapposto a un edificio curvo in vetro dell'UE con bandiere blu; un uomo cammina in primo piano.

Secondo la Commissione, questa combinazione alimenta il desiderio di continuare a scorrere e può portare gli utenti in una sorta di modalità automatica, favorendo abitudini poco sane e un utilizzo compulsivo. Il documento dedica particolare attenzione ai minori e agli adulti vulnerabili. Meta, secondo gli investigatori europei, non avrebbe valutato adeguatamente il tempo trascorso dai più giovani su Instagram e Facebook durante la notte, né il modo in cui l’ottimizzazione di formati come Reel e Stories può prolungare l’utilizzo.

Si tratta di conclusioni preliminari e Meta può consultare gli atti, presentare una risposta scritta e difendersi prima della decisione finale. Al momento non è stata accertata definitivamente una violazione e non è stata imposta alcuna modifica alle due piattaforme.

Per l'UE, gli strumenti attuali non riducono davvero il rischio

Una parte rilevante del procedimento riguarda le misure già introdotte da Meta. Instagram e Facebook offrono promemoria, strumenti per la gestione del tempo, controlli parentali e pagine dedicate al benessere digitale. Per la Commissione, però, i limiti possono essere ignorati troppo facilmente e non producono una riduzione significativa dell’utilizzo. I controlli per le famiglie richiederebbero inoltre competenze tecniche, tempo e attenzione che non tutti i genitori possiedono. Bruxelles ritiene quindi necessario intervenire sul funzionamento delle app. Tra gli esempi indicati compaiono la disattivazione predefinita di autoplay e scroll infinito, pause più efficaci e una revisione dei sistemi di raccomandazione affinché siano meno orientati a massimizzare l’engagement.

L’azienda ha respinto la ricostruzione europea, sostenendo che non tenga conto dei passi compiuti per proteggere gli adolescenti. Meta ha citato i Teen Account, che applicano protezioni automatiche e permettono ai genitori di bloccare l’accesso notturno a Instagram o di fissare un limite giornaliero di quindici minuti. Il confronto continuerà nel procedimento. Se le conclusioni della Commissione venissero confermate, la sanzione potrebbe arrivare fino al 6% del fatturato mondiale annuo di Meta, con un importo effettivo da definire in base alla gravità e alla durata della violazione.

Dopo TikTok, Bruxelles contesta il design dei social

Il caso Meta arriva pochi mesi dopo le conclusioni preliminari con cui la Commissione aveva contestato a TikTok un design capace di favorire un uso compulsivo. Anche allora erano finiti sotto osservazione lo scroll infinito, l’autoplay e la personalizzazione del feed. Il nuovo procedimento tratta questi meccanismi come scelte di progettazione da valutare e, se necessario, modificare, anziché come caratteristiche inevitabili di un social network.

Per creator e professionisti dei contenuti, le conseguenze non sono ancora misurabili. Instagram e Facebook non hanno annunciato cambiamenti alla distribuzione dei Reel, alle raccomandazioni o alle metriche. Un futuro intervento su autoplay, continuità dello scroll e feed potrebbe modificare il modo in cui il pubblico incontra i contenuti, ma tutto dipenderà dall’esito del procedimento. Per ora è prematuro rivedere una strategia editoriale o fare previsioni sulla reach.

Meta ritira la funzione più controversa di Muse Image

Mentre il confronto con l’Unione europea entrava in una nuova fase, Meta ha corretto il lancio di Muse Image, il primo modello per la generazione di immagini sviluppato dai Meta Superintelligence Labs. Presentato il 7 luglio e integrato in Meta AI, il sistema può creare e modificare immagini, combinare più riferimenti visivi, proporre prompt preimpostati e intervenire direttamente sulle fotografie attraverso annotazioni e schizzi. Tra gli strumenti annunciati ce n’era uno che permetteva di menzionare un account Instagram pubblico all’interno di Meta AI. Il sistema poteva così utilizzare le fotografie pubbliche di quel profilo come riferimento per una nuova creazione.

Collage di ritratti colorati, un cane con un maglione rosso, una lattina di bibita gassata, una camera da letto accogliente e scene primaverili in un'atmosfera giocosa.
Fonte: Meta Newsroom

Meta indicava un controllo nelle impostazioni di condivisione e riutilizzo per impedire l’uso dei propri contenuti. Secondo Reuters, tuttavia, l’opzione risultava attiva automaticamente per gli utenti coinvolti dal rilascio. TechCrunch ha inoltre riportato che il proprietario del profilo non avrebbe ricevuto una notifica quando le sue immagini venivano impiegate in questo modo. Le critiche sono arrivate rapidamente da utenti, creator e organizzazioni che rappresentano attori e professionisti dell’intrattenimento. SAG-AFTRA ha contestato la scelta di affidarsi a un meccanismo di rinuncia successiva, chiedendo un consenso esplicito prima del riuso dell’immagine di una persona.

Il 10 luglio Meta ha aggiornato il proprio annuncio, riconoscendo che la scelta non aveva funzionato. La possibilità di generare immagini tramite la @mention di un profilo pubblico non è più disponibile. Muse Image rimane attivo in Meta AI, così come gli effetti AI annunciati per le Stories di Instagram e gli altri strumenti creativi collegati al modello.

Cosa cambia per creator e utenti

Nell’immediato, la rimozione impedisce di generare immagini richiamando direttamente un profilo Instagram pubblico. Il dibattito sull’uso dei contenuti pubblici nei sistemi AI di Meta resta aperto, perché addestramento dei modelli, strumenti creativi e riuso di una fotografia attraverso una menzione seguono meccanismi e regole differenti.

Il procedimento europeo avrà tempi più lunghi. Meta dovrà rispondere alle contestazioni e potrebbe proporre modifiche prima di un’eventuale decisione di non conformità. Per ora è prematuro cambiare strategia in previsione di un algoritmo meno orientato all’engagement. La vicenda mostra quanto conti il punto in cui le piattaforme collocano le tutele: dentro l’esperienza principale o in un menu che richiede all’utente di accorgersi del problema.

Per i creator, la questione riguarda sia la distribuzione sia il controllo dell’archivio pubblico. I contenuti vengono progettati per ambienti che decidono come prolungarne il consumo e possono diventare materiale per nuove funzioni prima che tutti abbiano compreso come saranno usati. Il rapido dietrofront su Muse mostra che la reazione degli utenti può incidere sulle scelte di prodotto.

L’esito del procedimento europeo chiarirà fino a che punto Meta dovrà integrare le protezioni direttamente nell’esperienza, senza attendere un intervento successivo.

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