Algoritmi social personalizzabili: cosa cambia tra Threads, Instagram e TikTok
- Matteo Sallustio

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
I social hanno sempre promesso un feed personale, ma fino a poco tempo fa quella personalizzazione restava quasi tutta nelle mani della piattaforma: l’utente guardava, metteva like, saltava un video, seguiva un profilo, nascondeva un post. L’algoritmo osservava e decideva cosa mostrare dopo. Ora qualcosa sta cambiando: Threads, Instagram e TikTok stanno introducendo strumenti che permettono alle persone di dire in modo più esplicito cosa vogliono vedere, cosa vogliono ridurre e, in alcuni casi, per quanto tempo.
Se il feed non si limita più a interpretare il comportamento e inizia a ricevere istruzioni dirette, allora conta ancora di più come un contenuto viene riconosciuto, associato a un tema e inserito in una nicchia.
Threads: il controllo del feed diventa privato e temporaneo
Il caso più recente è Threads. Meta ha annunciato che la piattaforma ha raggiunto 500 milioni di utenti attivi mensili e, insieme a nuove funzioni per le community, ha introdotto Your Algo. La novità nasce come evoluzione di Dear Algo, lo strumento con cui gli utenti potevano scrivere pubblicamente cosa volevano vedere di più o di meno nel feed.

Con Your Algo la logica resta simile, ma l’utente può chiedere a Threads più contenuti su un tema, meno contenuti su un altro e scegliere se la preferenza deve durare uno, tre o sette giorni. Il feed non è più soltanto il risultato di ciò che hai fatto ieri, ma reagisce anche a ciò che dichiari oggi. Per Threads è anche un modo per rafforzare la propria identità come spazio di conversazione orientato agli interessi e alle community. Per chi crea contenuti, invece, se il pubblico può correggere in modo attivo ciò che riceve, diventa ancora più importante essere riconoscibili dentro un interesse preciso.
Instagram: l’algoritmo si lascia anche correggere
Instagram si muove nella stessa direzione, ma con un passaggio ulteriore: non offre solo più controllo, prova anche a rendere più visibile una parte della classificazione. Con Your Algorithm, ora disponibile su Feed, Reels ed Explore, l’utente può vedere quali argomenti Instagram ritiene più rilevanti per lui e modificarli. Non è ancora vera trasparenza, ma cambia comunque il linguaggio della piattaforma: il feed non appare più come una scatola nera che decide da sola. Se un utente può dire a Instagram di volere più contenuti su un tema e meno su un altro, la chiarezza editoriale diventa ancora più importante.

Non significa chiudersi in una nicchia rigida o smettere di sperimentare, ma distinguere tra varietà e confusione. Un creator può usare più format e più registri, ma deve restare comprensibile: il sistema deve capire cosa rappresenta, e il pubblico deve avere un motivo chiaro per chiedere contenuti simili.
TikTok: la personalizzazione dai temi, dai filtri e ora dall’AI
TikTok lavora su questo terreno da più tempo, ma lo fa in modo più modulare. Con Manage Topics permette alle persone di regolare quanto spesso vogliono vedere contenuti legati a categorie come sport, viaggi, natura o arti creative nel feed Per Te. La piattaforma ha poi rafforzato questo approccio con gli Smart Keyword Filters, che non si limitano a bloccare una parola precisa ma cercano anche termini simili e sinonimi. In seguito TikTok ha iniziato a testare anche un controllo dedicato ai contenuti generati con intelligenza artificiale dentro la stessa area di Manage Topics.

Il feed resta algoritmico, ma viene accompagnato da strumenti con cui l’utente lo corregge, lo pulisce e lo adatta ai propri interessi o alle proprie soglie di tolleranza. Per i creator non basta più ragionare solo in termini di numeri grezzi. Se il pubblico può intervenire in modo più attivo sui temi che vuole vedere, il contenuto deve essere non solo efficace, ma anche facile da collocare dentro un’area di interesse.
Cosa cambia davvero per creator e marketer
Si potrebbe leggere tutto questo come una semplice restituzione di potere agli utenti. Ogni preferenza esplicita aiuta anche la piattaforma a capire meglio cosa mostrare, cosa ridurre e come classificare persone, interessi e contenuti. In un ambiente dove il feed riceve istruzioni sempre più chiare, i creator devono diventare più riconoscibili, più coerenti e meno casuali nel modo in cui si presentano. Se le raccomandazioni vengono influenzate di più da preferenze esplicite, non basta essere presenti: bisogna essere rilevanti dentro un contesto. Il feed sta diventando più modellabile, ma anche più esigente. E in questo equilibrio tra piattaforma, utente e contenuto, chi crea non può limitarsi a chiedersi come farsi vedere. Deve capire per cosa vuole essere scelto.
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