Per mesi, intorno a PlayStation si è parlato molto meno di giochi di quanto Sony avrebbe sicuramente preferito. Prima i nuovi prezzi di PS5, PS5 Pro e PlayStation Portal, poi l’annuncio della fine della produzione dei dischi per i nuovi giochi dal gennaio 2028. Nel mezzo sono arrivate le ristrutturazioni interne, con i tagli a Bungie e una strategia live service che continua a essere parte dei piani dell’azienda, ma con un peso diverso rispetto alle ambizioni iniziali.
Lo State of Play di oggi si inserisce in questo contesto. Sony non ha presentato l’evento come una risposta alle polemiche ma sul piano della comunicazione, la scelta è evidente: rimettere davanti al pubblico giochi, franchise, nuovi progetti e partnership.
Lo ha fatto con due presentazioni consecutive, uno State of Play internazionale e il secondo episodio di State of Play Japan, per un totale di oltre 30 giochi. Dentro ci sono stati grandi franchise, nuove IP, demo disponibili subito, contenuti per PlayStation Plus, prodotti da collezione e una vetrina specifica per gli studi asiatici.
Lo State of Play rimette i giochi al centro della comunicazione PlayStation
Il primo State of Play ha scelto di partire dai nomi più riconoscibili. Prima ancora dell'inizio effettivo dello showcase è arrivata una clip del nuovo film di Resident Evil diretto da Zach Cregger in uscita fra poco, seguita dal trailer di lancio di Marvel's Wolverine, in uscita il 15 settembre.

Ghost of Yōtei ha mostrato nuovi contenuti, Monster Hunter Wilds: Ascendance ha anticipato l'espansione prevista nel 2027 e Metro 2039 ha presentato il primo gameplay su PS5 Pro, insieme alla data del 4 febbraio 2027. Maneater 2 è stato invece uno dei reveal effettivi della serata. Sony ha alternato franchise già consolidati e progetti ancora da costruire. Tra questi Hunter's Moon, folk horror ambientato nell'Inghilterra del XVII secolo, Uncanyon di Graceful Decay e Rhapsody in Scarlet, nuova produzione Konami ambientata nella New York jazz degli anni Venti. A questi si aggiungono aggiornamenti per Saros, Gran Turismo 7, Rev. NOiR e altri titoli già presentati in precedenza.
La chiusura è stata affidata a Final Fantasy VII Revelation. Square Enix ha fissato l'uscita all'8 aprile 2027 e mostrato quasi dieci minuti di gameplay, con nuove aree, il sistema FITS, l'Highwind utilizzabile come base operativa e un mondo pensato per essere attraversato con maggiore libertà. La scelta di dedicargli l'ultima parte dello show racconta bene la composizione della vetrina PlayStation di oggi: grandi produzioni interne, esclusive o partnership di peso convivono con publisher esterni che continuano a usare PS5 come uno dei principali palcoscenici per presentare i propri titoli.
Trailer, demo, PS Plus e prodotti: lo State of Play è anche marketing
Una parte meno evidente dello showcase riguarda ciò che Sony ha costruito intorno ai giochi. Non tutti i segmenti servivano a presentare qualcosa di nuovo, anzi. Alcuni avevano soprattutto il compito di riportare attenzione su prodotti già vicini all'uscita, come Marvel's Wolverine. La demo di Final Fantasy Resonance è stata resa disponibile durante la giornata, con il salvataggio trasferibile nel gioco completo. Keeper è arrivato su PS5 con uno shadow drop. Mycopunk entrerà direttamente nel catalogo di PlayStation Plus, mentre Mega Man X: Command Mission, Dino Crisis 2 e il primo Ratchet & Clank rafforzano il lato nostalgia del Classics Catalog.
A questo si affiancano iniziative hardware e partnership. Sony e LEGO hanno presentato un set da 1.911 pezzi dedicato alla prima PlayStation, con due piccoli diorami ispirati a Gran Turismo e Ape Escape. Sono arrivati anche due DualSense Limited Edition dedicati a Grand Theft Auto VI. Lo stesso Gran Turismo 7 Spec IV apre ufficialmente il percorso verso il trentesimo anniversario della serie nel 2027. L'aggiornamento sarà distribuito in due fasi, tra ottobre e dicembre, con nuovi circuiti, dodici auto e la Family Mode.
Sono operazioni diverse, ma seguono una logica comune: mantenere una IP visibile anche quando non c'è necessariamente un nuovo gioco da annunciare. Il catalogo PlayStation diventa così materiale per espansioni, servizi in abbonamento, hardware personalizzato, collezionabili e anniversari.
Anche il calendario aiuta. Lo State of Play ha anticipato il Tokyo Game Show dal 17 al 21 settembre, dove PlayStation porterà, tra gli altri, Marvel's Wolverine e una demo giocabile di Monster Hunter Wilds: Ascendance. Lo showcase non resta quindi confinato alla diretta, ma apre una sequenza di appuntamenti che continua nelle settimane successive.
State of Play Japan dà all'Asia una vetrina separata
Il secondo show rende ancora più interessante questa strategia. State of Play Japan non era dedicato soltanto al Giappone, ma ai videogiochi sviluppati da studi del Giappone e del resto dell'Asia. Accanto a franchise molto riconoscibili come Dragon Ball Xenoverse 3, Fate/Extra Record, Dragon Quest Monsters e Digimon Story Time Stranger, Sony ha dato spazio a studi e IP decisamente meno conosciuti dal pubblico occidentale.
Uno degli esempi più interessanti è Where the Seeds Fall, primo progetto di CygamesEdge, nuovo sub-brand creato da Cygames per produzioni di dimensioni più contenute. Il gioco arriverà il 5 novembre 2026 e costruisce la propria identità intorno alla discesa verticale lungo un enorme Albero del Mondo.Sono arrivati anche WPCA: World Phasebound Control Authority, action RPG coreano di 5minlab e Krafton previsto nel 2028, e CONQ: Crown of No Quarter, oltre a un nuovo trailer di Daba: Land of Water Scar, parte del China Hero Project di Sony e atteso nella primavera 2027.
Lo show ha inoltre presentato The Eminence in Shadow: Phantom Echoes, primo gioco console della serie, e la collaborazione tra Rematch e Blue Lock. Separare questi titoli dallo State of Play principale offre loro uno spazio che avrebbero difficilmente ottenuto dentro una singola presentazione già affollata. È anche un modo per PlayStation di presentarsi come piattaforma di accesso internazionale a produzioni provenienti da Giappone, Corea e Cina, senza ridurle a pochi trailer inseriti tra i blockbuster occidentali.
Il single player torna in primo piano, ma la strategia Sony resta più ampia
C'è poi un elemento che spicca soprattutto confrontando lo State of Play con le discussioni degli ultimi mesi: la forte presenza di esperienze single player, narrative e produzioni tradizionali. Marvel's Wolverine, Ghost of Yōtei, Until Dawn 2, Final Fantasy VII Revelation, Metro 2039 e molte delle nuove IP mostrate vanno in quella direzione. Lo stesso State of Play Japan ha puntato soprattutto su action RPG, avventure e progetti narrativi.
Non basta però per concludere che Sony abbia abbandonato i live service.
Nei documenti finanziari più recenti, Sony continua a descrivere una strategia basata su uscite single player regolari affiancate a un portafoglio live service. Anche dopo i tagli a Bungie, Marathon resta parte del portafoglio live service su cui Sony continua a investire.
Lo State of Play fotografa quindi soltanto una parte di questa strategia. Quella che, almeno in questa fase, Sony ha scelto di mettere maggiormente davanti al pubblico.
Ed è una scelta interessante proprio perché arriva dopo un periodo in cui la conversazione si era concentrata sulla parte meno visibile del business: prezzi, redditività dei servizi, organizzazione degli studi e progressivo spostamento verso il digitale.
PlayStation ha riportato la conversazione sul prodotto
Oggi Sony non ha annunciato un cambio di direzione. Non ha ritirato il piano per la fine dei nuovi giochi su disco dal 2028, non ha modificato la propria politica sui prezzi e non ha presentato una nuova strategia corporate.
Ha però costruito uno State of Play capace di spostare nuovamente l'attenzione verso ciò che PlayStation vende prima di tutto al proprio pubblico: giochi e IP.
Lo ha fatto occupando quasi ogni livello del proprio ecosistema. Nuove produzioni, sequel, espansioni, demo, PlayStation Plus, retrocatalogo, controller, LEGO, anniversari e appuntamenti fisici come il Tokyo Game Show. Lo State of Play Japan ha aggiunto anche una dimensione regionale più marcata, trasformando l'Asia in una seconda vetrina autonoma.
La parte più delicata arriva adesso. Una lineup forte può alimentare l'interesse per PlayStation, ma non rende irrilevanti le discussioni sul costo dell'ecosistema, sulla proprietà digitale o sulla gestione degli studi. Nei prossimi anni Sony dovrà far convivere le due dimensioni: continuare a dare al pubblico motivi per desiderare PlayStation mentre cambia, in modo sempre più profondo, il modello con cui quel pubblico compra e utilizza i suoi giochi.
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