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X spinge su thread a pagamento, creator e AI

  • Immagine del redattore: Matteo Sallustio
    Matteo Sallustio
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 5 min

La nuova direzione di X: creator economy e AI

Negli ultimi mesi X sta ridefinendo la propria strategia con un obiettivo molto chiaro: trasformarsi in una piattaforma dove i creator pubblicano contenuti più lunghi, costruiscono community paganti e contribuiscono indirettamente allo sviluppo dell’intelligenza artificiale dell’ecosistema Musk.

Le novità introdotte dalla piattaforma (thread esclusivi a pagamento, strumenti per promuovere gli abbonamenti e articoli long‑form con audio generato da Grok) non sono aggiornamenti isolati. Sono pezzi di una strategia più ampia che mette insieme creator economy, monetizzazione e sviluppo dell’AI.

x adds

Secondo Nikita Bier, responsabile prodotto di X, il numero di articoli long‑form pubblicati sulla piattaforma è cresciuto 18 volte negli ultimi tre mesi. Un dato che mostra quanto X stia spingendo sulla pubblicazione di contenuti più approfonditi rispetto ai classici post brevi.

Per i creator questo significa una cosa molto concreta: la piattaforma sta cercando di diventare un luogo dove contenuti, community e monetizzazione convivono nello stesso spazio.

Perché X ha bisogno dei creator per addestrare la sua AI

C’è però un elemento meno evidente dietro questa strategia. X non sta cercando solo più contenuti: sta cercando contenuti utili per l’addestramento dell’intelligenza artificiale.

Il chatbot Grok, sviluppato da xAI, utilizza le conversazioni e i contenuti pubblicati sulla piattaforma come base informativa per generare risposte. Più contenuti approfonditi vengono pubblicati, più contesto l’AI può utilizzare. Per questo X sta incentivando formati come thread articolati e articoli long‑form. Non servono solo a trattenere gli utenti sulla piattaforma, ma anche a creare dataset più ricchi e strutturati rispetto ai classici post brevi. In questo senso i creator diventano una componente strategica dell’infrastruttura AI: pubblicano contenuti, costruiscono discussioni e generano il contesto informativo che l’AI utilizza per migliorare.

Questo aiuta a capire perché X stia investendo contemporaneamente su monetizzazione dei creator e sviluppo dell’intelligenza artificiale. Le due cose, in realtà, fanno parte della stessa strategia.

Thread a pagamento: come cambia la monetizzazione su X

La novità più significativa riguarda l’introduzione dei thread esclusivi per abbonati.

I creator potranno pubblicare un thread visibile a tutti nel feed ma bloccare una parte della conversazione dietro un paywall, accessibile solo agli utenti iscritti al loro abbonamento.

In pratica un thread può funzionare così: la parte iniziale resta pubblica e serve ad attirare attenzione, mentre aggiornamenti, commenti finali o approfondimenti vengono riservati agli abbonati.

x thread

Il modello ricorda quello utilizzato da piattaforme come Substack o Patreon, dove una parte del contenuto resta gratuita mentre l’analisi completa è riservata alla community pagante.

Per i creator questo cambia il ruolo dei thread: non sono più solo conversazioni pubbliche ma possono diventare uno strumento di conversione verso l’abbonamento.

Abbonamenti più visibili e strumenti di crescita per creator

X ha aggiornato anche il modo in cui gli abbonamenti vengono presentati all’interno della piattaforma. Quando un utente preme il pulsante Subscribe ora appare un pop‑up che mostra immediatamente i benefici dell’iscrizione. L’obiettivo è chiarire subito cosa ottiene chi decide di abbonarsi. La piattaforma ha introdotto anche una card condivisibile per promuovere gli abbonamenti, che consente ai creator di condividere un link diretto per l’iscrizione.

Un cambiamento importante riguarda anche la visibilità dei contenuti premium. I contenuti riservati agli abbonati non saranno più nascosti solo nella sezione dedicata del profilo, ma potranno comparire anche nel feed principale del creator.

Questo significa che i contenuti esclusivi diventano più facili da scoprire e possono funzionare come una vetrina per mostrare il valore dell’abbonamento.

Articoli long‑form e audio generato da Grok

Parallelamente alla monetizzazione, X sta investendo molto sui contenuti long‑form.

Gli articoli pubblicati sulla piattaforma avranno ora un pulsante "Listen", che permette agli utenti di ascoltare il contenuto tramite la voce generata dal chatbot Grok.

La riproduzione audio funziona anche in background, quindi gli utenti possono ascoltare l’articolo mentre scorrono il feed o utilizzano altre applicazioni. Questo avvicina i contenuti long‑form a un formato ibrido tra articolo e podcast e rende più semplice consumare contenuti lunghi direttamente dentro la piattaforma.

x audio

Secondo il team prodotto di X, il volume degli articoli pubblicati è cresciuto 18× tra dicembre 2025 e marzo 2026, anche grazie a incentivi economici come il premio da 1 milione di dollari offerto per il miglior articolo pubblicato sulla piattaforma.

Perché X vuole più contenuti lunghi

La spinta sui contenuti long‑form non riguarda solo l’esperienza utente. Gli articoli più approfonditi offrono più contesto informativo rispetto ai post brevi. Questo è particolarmente importante per i modelli di linguaggio utilizzati dall’ecosistema AI di Musk.

Il chatbot Grok utilizza infatti le conversazioni e i contenuti pubblicati su X per generare le proprie risposte. Articoli più lunghi e analitici permettono quindi di fornire dataset più ricchi per l’addestramento dell’intelligenza artificiale.

In altre parole, i creator che pubblicano contenuti approfonditi contribuiscono anche ad alimentare il sistema informativo su cui si basa l’AI della piattaforma.

Pubblicità integrata nei post: il nuovo test di X

Oltre alla monetizzazione dei creator, X sta sperimentando anche nuovi modelli pubblicitari.

La piattaforma sta testando un formato che collega menzioni organiche dei prodotti nei post a link promozionali. In un esempio emerso nei test, un post che citava Starlink mostrava sotto il contenuto un pulsante "Get Starlink" collegato direttamente al sito del servizio.

Secondo Nikita Bier, l’obiettivo è creare un formato pubblicitario che non sembri un annuncio, ma che si integri nelle conversazioni della piattaforma.

I creator non ricevono compensi per queste menzioni proprio per evitare che gli utenti inizino a citare prodotti artificialmente per generare entrate.

Il contesto economico dietro le scelte di X

Dietro questa strategia c’è anche una forte pressione economica.

Secondo Investopedia, Twitter aveva generato circa 4,4 miliardi di dollari di ricavi nel 2022, ultimo anno prima dell’acquisizione da parte di Elon Musk.

Nel 2025 i ricavi stimati di X sono stati circa 2,9 miliardi di dollari, in crescita rispetto al 2024 ma ancora lontani dai livelli precedenti.

Nel frattempo la società di intelligenza artificiale xAI starebbe sostenendo costi infrastrutturali molto elevati: secondo Bloomberg lo sviluppo dell’infrastruttura AI richiederebbe circa 1 miliardo di dollari al mese. Questo spiega perché la piattaforma stia cercando nuove fonti di ricavo attraverso creator economy, pubblicità contestuale e contenuti premium.

Le criticità: utenti in calo e diffidenza dei creator

Nonostante gli aggiornamenti tecnologici, la piattaforma affronta anche alcune criticità.

Secondo il report di trasparenza pubblicato per l’Unione Europea, X ha perso circa il 15% degli utenti attivi nella regione nella seconda metà del 2025, passando da circa 76 milioni a 64,8 milioni di utenti.

Allo stesso tempo alcuni creator e giornalisti restano cauti nel tornare sulla piattaforma, anche a causa delle posizioni politiche espresse pubblicamente da Elon Musk.

Diversi report giornalistici hanno evidenziato come Musk abbia utilizzato X per amplificare le proprie opinioni politiche, sollevando dubbi sulla neutralità della piattaforma.

Controllo AI sui media caricati

Tra gli aggiornamenti meno visibili ma rilevanti c’è anche una nuova impostazione nelle opzioni di caricamento dei media. Gli utenti possono ora impedire a Grok di utilizzare le immagini caricate per generare versioni alternative.

La funzione arriva dopo le polemiche legate alla generazione di immagini deepfake o nudificate tramite AI. Durante il picco del fenomeno Grok generava circa 6.700 immagini all’ora classificate come sessualmente suggestive o nudificate. Questa opzione potrebbe aiutare la piattaforma a ridurre i rischi normativi e le possibili sanzioni.

Cosa cambia davvero per i creator

Guardando insieme tutte queste novità emerge una strategia piuttosto chiara.

X sta cercando di diventare una piattaforma dove i creator possono pubblicare contenuti più lunghi, costruire community paganti e monetizzare direttamente dal proprio pubblico.

Allo stesso tempo quei contenuti diventano una risorsa informativa per lo sviluppo dell’AI Grok. La strategia quindi è doppia: da un lato incentivare la creator economy, dall’altro alimentare l’infrastruttura di intelligenza artificiale.

Resta da capire se questi incentivi saranno sufficienti per convincere più creator a investire davvero nella piattaforma.

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